Questi sono i miei attimi più intimi, attimi in cui sto in contatto diretto con la natura, per questo tipo di fotografia prediligo le lunghe esposizioni quasi a contrastare quella voglia di congelare il momento tipico della fotografia reportagistica, mi trovo bene con me stesso nel momento in cui realizzo lo scatto per cui voglio che questo duri più tempo possibile, ma soprattutto nel riguardarlo mi ritrovo a rivivere quell’istante come fosse in continuo movimento.

Per questo tipo di fotografia preferisco un tipo di stampa su pregiata carta baritata. La barite è un solfato di bario che allo stato solido è una sostanza inodore, di colore bianco purissimo. Negli anni ’80 dell’Ottocento è iniziata la produzione di carte fotografiche che impiegavano la barite, di solito dispersa in una gelatina che fa da legante. Su questo strato veniva (e viene ancor oggi) depositato lo strato di emulsione fotosensibile. Il risultato è una carta bianchissima, con un alto grado di riflettività: praticamente l’unica utilizzata tutt’oggi per stampe qualitativamente di alto livello e durabilità nel tempo.

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